La nascita dello Stato Sociale
Dibattito sull'introduzione dell’AVS
Durata: [03'13''] RSREstratti di un dibattito radiofonico tra i consiglieri di stato e nazionali romandi sul progetto di...
Nel 1925, i cittadini svizzeri adottano l'articolo costituzionale che obbliga il Consiglio Federale...
Lo stato sociale secondo Francesco Masina
Durata: [03'12''] RSIIntervista con il consigliere nazionale Francesco Masina che si esprime sulla revisione della legge...
La trasmissione Continents sans visa propone uno spaccato della povertà nella Svizzera romanda e...
Vivere con la propria rendita AVS
Durata: [07'02''] TSR: ActualitésNel 1971, la trasmissione Actualités propone un'inchiesta sulle condizioni di vita dei pensionati...
L'AI desta qualche preoccupazione
Ispirata dal modello dell'AVS, l'assicurazione invalidità (AI) entra ufficialmente in vigore il 1...
L'assicurazione contro la disoccupazione diventa un obbligo
Durata: [30'47''] RSI: Problemi del lavoroA cavallo tra gli anni '60 e '70 una trasmissione radiofonica in particolare si occupò della...
Il servizio propone una spiegazione minuziosa, attraverso tabelle illustrate e diverteneti, del...
Anche le donne vengono maggiormente tutelate
Durata: [30'23''] RSI: Problemi del lavoroAncora la trasmissione Problemi del lavoro di Rolando Fedele pone al centro del proprio dibattito...
Lo stato sociale secondo Mani Matter
Contro tutte le teorie dello stato sociale, il cantautore e paroliere bernese Mani Matter riesce a...
Contesto
L’Assicurazione per la Vecchiaia e per i Superstiti (AVS) è la colonna portante del sistema previdenziale svizzero e data del 1925, quando l’elettorato svizzero, incalzato dalla crisi economica mondiale, approva l’articolo costituzionale per la creazione di un’assicurazione per la vecchiaia. L’AVS entra in vigore il 1° gennaio 1948 e lo stesso anno vengono erogate le prime rendite.
L’AVS permette di ritirarsi dalla vita professionale e contribuisce a dare sicurezza materiale al pensionamento. Dal canto suo, la rendita per i superstiti permette di attenuare le situazioni di precarietà dopo la scomparsa di un genitore o di un coniuge.
Sin dall’inizio, l’AVS si trova a più riprese al centro del dibattito politico, specialmente al momento delle riforme, periodiche e necessarie. L’AVS è il primo del famoso modello previdenziale svizzero dei «tre pilastri»: insieme all’assicurazione per l’invalidità (AI, dal 1960) e alle prestazioni complementari (PC), è finalizzato a coprire il minimo vitale. Il secondo corrisponde alla previdenza professionale (cassa pensioni, obbligatoria dal 1985 per i lavoratori a partire da una certa soglia di reddito), mentre il terzo è una forma facoltativa di risparmio privato.
Dagli anni Sessanta, la politica della socialità è imperniata sulla nozione di ridistribuzione, tesa a riequilibrare le disparità . Negli anni del «miracolo economico», il finanziamento di questa strategia è garantito ma, sin dai primi bruschi rallentamenti della crescita, la politica progressista si urta a dei limiti. Verso la metà degli anni Settanta si comincia a parlare di «crisi dello stato sociale» (Welfare State), mentre negli anni Novanta il mondo politico si chiede in che misura la popolazione potrà ancora finanziare il numero in aumento dei pensionati.
La socialità dello Stato è strutturalmente dipendente dagli sviluppi economico-tecnologici, sicché le riforme avanzate pongono sempre più l’accento sulla responsabilità individuale dei cittadini. Gli ultimissimi dibattiti sull’eccessivo indebitamento dell’assicurazione per l’invalidità , sull’aumento dell’età pensionabile o sul catalogo delle prestazioni rimborsate dall’assicurazione malattia obbligatoria, ben dimostrano quanto la socialità continui ad essere un tema d’attualità , per ciò che rigurada il presente ma anche - e soprattutto - il futuro.




