Gli anni bui: tra accomodazione e resistenza
Il generale Guisan prende le redini dell'esercito
Discorso di Henri Valloton del 30 agosto 1939, in occasione della designazione da parte...
L'appello di Etter allo scoppio della guerra
Durata: [01'33''] RSIDiscorso del presidente della Confederazione Philipp Etter in occasione dello scoppio della Seconda...
Radiocronaca della cerimonia di giuramento dei soldati in diretta dalla caserma di Bellinzona. Il...
Marcel Pilet-Golaz: «Guardate impavidi all'avvenire!»
Durata: [01'07''] RSIIl Consigliere Federale Marcel Pilet-Golaz pronuncia il tradizionale discorso di Capodanno in una...
Giuseppe Motta e la neutralità della Svizzera
Durata: [01'15''] RSIGiuseppe Motta, Consigliere Federale e capo del Dipartimento Affari Esteri della Confederazione...
Gonzague de Reynold e la Svizzera
Durata: [06'35''] RSIL'aristocratico e scrittore friborghese - professore di storia della civilizzazione all'Università ...
Francesco Chiesa ricorda Giuseppe Motta ad un anno dalla morte
Durata: [04'56''] RSIIl poeta di Sagno (Canton Ticino) Francesco Chiesa commemora il Consigliere Federale - ed amico -...
Per i 650 della Confederazione Elvetica: il discorso del 1 agosto 1941
Nel suo discorso il vicepresidente della Confederazione Philipp Etter chiede al popolo svizzero...
Il consigliere federale Rudolf Minger, nel suo discorso radiofonico, chiede alla popolazione una...
Obbligo di prestare servizio per la «battaglia delle colture»
Come i soldati inquadrati nei loro reggimenti anche una gran massa di civili marcia verso un unico...
Il sogno europeo di Giuseppe Motta
Durata: [25'11''] RSI: Speciale SeraL'emissione radiofonica Speciale Sera rievoca la figura dello statista leventinese Giuseppe Motta...
Il Piano Wahlen, ovvero il culto della patata
Durata: [04'57''] TSIIl piano Wahlen, che permise alla Svizzera di raggiungere l’autarchia alimentare, è ricordato in...
Contesto
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la radio svizzera ha giocato un ruolo politico di primo piano, diventando uno degli attori principale della «Difesa spirituale», la dottrina ufficiale imposta dal governo e dall’esercito che aveva come scopo quello di promuovere ed affermare i valori culturali nazionali, comuni a tutti gli Svizzeri, in antitesi ai totalitarismi stranieri.
Sottomessa alla censura esercitata dalla Divisione Stampa e Radio (DSR), sezione dipendente direttamente dal generale Guisan, la radio si impegnò nella difesa dei «valori nazionali» quali il patriottismo, la coesione tra le diverse comunità linguistiche e il rispetto degli antenati. Le trasmissioni non mancavano di insistere ad ogni occasione che si presentava sull’unione del popolo svizzero sotto la guida delle autorità e della sua volontà di indipendenza. Numerosi programmi di intrattenimento si incaricarono di tenere alto il morale della gente e di lottare contro una situazione per nulla rosea.
Il Cinegiornale svizzero (CGS) fu ugualmente un pilastro della «Difesa spirituale» e rappresentò il corrispettivo visivo della radio in un’epoca in cui la televisione non esisteva ancora. Creato nell’aprile 1940, fu reso obbligatorio in tutte le sale di proiezione del paese per decisione del Consiglio Federale. I soggetti di attualità che venivano presentati settimanalmente riflettevano pari pari la retorica ufficiale ed erano improntati a rassicurare la popolazione: l’agricoltura, la solidarietà e le attività umanitarie della Svizzera occupavano uno spazio preponderante nella programmazione, mentre i temi delicati come la politica in materia di rifugiati erano sistematicamente evitati.
Il Cinegiornale svizzero non era prodotto dalla SSR; era finanziato essenzialmente dalla Confederazione stessa ed era realizzato dallo studio Cinégram di Ginevra.




