Il dibattito sulla droga
LSD consumato in diretta televisiva!
Servizio fuori dal comune e decisamente inimmaginabile al giorno d'oggi quello proposto dalla...
Lo sbarco in Svizzera dell'eroina
All'inizio degli anni '70, il consumo di eroina si diffonde in Svizzera, accompagnato...
Il girone dei drogati, il Platzspitz
Durata: [03'33''] TSI: TelegiornaleIn questo servizio per il Telegiornale della TSI, Eros Costantini si avventura per le vie della...
Grazie ad una massiccia presenza di agenti di polizia nei parchi e nei luoghi di ritrovo e di gioco...
Il freddo mortale del Platzspitz
Nelle prime settimane del 1991, ben sei tossicodipendenti muoiono per le strade di Zurigo....
Manifestazione di tossici davanti a Palazzo federale
Dopo l'evacuazione da parte della polizia bernese della scena aperta della droga della «kleine...
L'esodo dei drogati alla chiusura del Platzspitz
Durata: [09'21''] TSI: Il Quotidiano DossierNel 1992 il Plaztspizt di Zurigo viene chiuso al pubblico. L'occasione è ghiotta per tracciare un...
Gli esordi della distribuzione medica dell'eroina
Nel 1992, il Consiglio Federale autorizza le prime esperienze limitate di distribuzione d'eroina...
Alla fine degli anni '80, le «scene aperte» della droga fanno la loro apparizione in alcune...
La discesa agli inferi di Marco Schnyder
L'esperto di droghe Marco Schnyder cade nella dipendenza da eroina all'età di 43 anni. Dopo un...
Alcune riflessioni sull'ecstasy
Durata: [04'36''] TSI: FAXDurante la trasmissione della TSI FAX si discute del problema legato alla...
I temerari abitanti del Kreis 5
Durata: [08'07''] TSI: FAXNel Kreis 5, il quartiere dove si trova la stazione abbandonata del Letten, non vivono solamente...
Spaccio di droga sulla via per la scuola
Per molti scolari zurighesi la strada che porta all'edificio scolastico passa per il quartiere...
Il servizio di FAX propone un minidocumentario sugli ultimi, terribili giorni di vita della «scena...
Un bilancio di 25 anni di droga «legale»
Durata: [01'55''] TSI: Telegiornale 20Un «ghetto allucinante dove regnano degrado, miseria e povertà »: in questa aspra definizione è...
Testimonianza shock raccolta da Katia Ranzanici per Il Quotidiano: un giovane racconta le proprie...
Il servizio propone l'altra faccia della medaglia rappresentata dall'ecstasy: se da un lato si...
Il turismo della droga a Basilea
A causa della politica repressiva in materia di droga condotta nel sud della Germania ed in...
L'oro verde, ovvero il business della canapa
Durata: [02'17''] TSI: Telegiornale 20Il servizio della TSI propone alcune dati utili a comprendere l'estensione del fenomeno canapa in...
A dieci anni dalla chiusura del Platzspitz, la «scena aperta» della droga a Zurigo, il...
I grandi prati verdi del Ticino
Il boom della marijuana ha condotto l'agricoltura ticinese ad una situazione critica: le...
Il proliferare dei «canapai» in Ticino ha dato il via ad un turismo del tutto...
Per ridurre i costi indiretti della droga
Durata: [01'37''] TSR: TéléjournalRitratto di uno dei 1300 tossicodipendenti che in Svizzera beneficiano di una prescrizione medica...
La cocaina spopola tra i giovani
Durata: [02'16''] TSI: Telegiornale 20La cocaina, che negli anni '80 rappresentava lo status symbol della generazione dorata degli...
Albert Hofmann, il padre della rivoluzione psichedelica
Durata: [01'59''] TSI: Telegiornale 20Il 16 aprile 1943, il giovane chimico svizzero Albert Hofmann, impiegato alla Sandoz di Basilea,...
Contesto
Alla fine degli anni ’80, l’eroina regnava sovrana per le strade delle maggiori città svizzere. Per combattere lo strapotere degli spacciatori e per arrestare la diffusione del virus dell’HIV, che si spandeva a macchia d’olio nella comunità dei tossicodipendenti, le autorità comunali di Zurigo e di altre città accettarono la formazione delle «scene aperte» della droga, luoghi in cui i tossici potevano, in pieno centro cittadino, iniettarsi roba «sicura» in condizioni igieniche accettabili e sotto la sorveglianza di personale sanitario. In riva alla Limmat, il «Platzspitz» (1989-1991) e successivamente l’area attorno alla stazione abbandonata di Letten (1991-1992), nel centralissimo Kreis 5, si trasformarono in mercati della droga a cielo aperto, dove non era raro assistere a sparatorie o vedere gli eroinomani morire sul marciapiede con l’ago dell’ultima «spada» ancora piantato nel braccio.
La situazione divenne ben presto insostenibile e nel 1992 la Confederazione adottò la politica dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione. Le «scene aperte» non vennero più tollerate e furono sgomberate. Cominciarono i primi programmi di distribuzione statale di eroina e metadone sotto controllo medico, rivolti ai tossicomani di lungo data che avevano alle spalle diversi tentativi falliti di disintossicazione. I ghetti si svuotarono e nuove droghe guadagnarono le luci della ribalta: l’ecstasy e la canapa.
La prima, legata alla «cultura techno» e consumata durante i rave party o nelle discoteche, giunse nel nostro paese sulle note della moderna musica elettronica che era di moda nel mondo anglosassone, mentre la seconda si impose molto velocemente tra i giovanissimi ed elesse per qualche anno la Svizzera a propria patria d’adozione.
Il consumo e soprattutto la produzione di canapa crebbero in maniera esponenziale tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. Sfruttando alcune evidenti lacune nella legislazione elvetica in materia di stupefacenti, i «canapai» (i negozi che vendevano i «sacchettini profumati») spuntarono come funghi, invadendo le zone di frontiera, come ad esempio il Ticino, cantone nel quale l’agricoltura tradizionale rischiò di cedere il passo alle coltivazioni di cannabis e che fu confrontato con un «turismo della canapa» proveniente dalla vicina Italia di particolare rilevanza. Fu proprio un’iniziativa della magistratura ticinese, poi imitata dalle altre polizie cantonali, nel 2003 – l’operazione INDOOR – a mettere la parola fine al business dell’oro verde.
La messa al bando della canapa ha però causato un relativo abbassamento del prezzo della cocaina, portando, di conseguenza, ad una sua maggiore distribuzione. La «polvere d’angelo», status symbol negli anni ’70 e ’80 della gioventù dorata degli yuppies, è così diventata accessibile anche alle classi sociali meno abbienti e si è diffusa tra i consumatori al di sotto della soglia dei trent’anni di età .
La distribuzione statale dell’eroina e la reiterata tolleranza nei confronti della produzione di canapa hanno suscitato numerose critiche all’estero, in primis dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma anche qualche reazione entusiasta da parte di chi le considera indici di una politica progressista ispirata dal modello olandese. Tra chi parla di «Stato spacciatore» e chi spinge per una liberalizzazione delle droghe leggere, il fossato ideologico sembra incolmabile.




