Lo sci, sport nazionale
La montagna sviluppa il corpo ed eleva lo spirito
Durata: [01'16''] SR DRSIl generale Guisan promuove lo sport alpestre ed in particolare elogia l'allenamento seguito dagli...
Le Olimpiadi invernali di St. Moritz
Ai giochi olimpici invernali di St. Moritz, la Svizzera conquista due medaglie d'oro, una d'argento...
Pur non essendo la favorita della vigilia, Annerösli Zryd, la sciatrice di Adelboden appena...
La discesa d'oro di Bernhard Russi
Bernhard Russi viene consacrato campione del mondo e campione olimpico di discesa libera sulla...
«Oggi hanno vinto gli atleti di Ogi»
Le olimpiadi invernali del 1972 in Giappone entrano nella storia dello sport svizzero come le...
La Leventina festeggia Michela e Doris
Durata: [02'02''] TSI: Il RegionaleAnche il Ticino - ed in particolare l'Alto Ticino - ha dato il proprio contributo allo sci alpino...
Maria Walliser, regina di Crans-Montana
Maria Walliser è l'ospite del giornalista sportivo Jacques Deschenaux durante la trasmissione Fans...
In occasione della sua seconda vittoria nella classifica generale (la prima datava del 1985) la TSI...
Sion si candida per le Olimpiadi del 2006
Durata: [01'34''] TSIÈ deciso. La città di Sion, con l'appoggio di tutto il Vallese e della Confederazione, ha...
Sion piange: i giochi olimpici del 2006 si disputeranno a Torino!
Durata: [02'36''] TSI: Telegiornale 20Grande delusione in seno alla delegazione vallesana all'annuncio della nomina di Torino come città ...
Retrospettiva dei mondiali di sci di St. Moritz
In occasione della retrospettiva dei campionati del mondo di sci a St. Moritz (2003) l'emittente...
Polemiche dopo il flop svizzero ai mondiali di Bormio
Dopo il flop degli atleti svizzeri ai campionati del mondo di Bormio del 2005 - nessuna medaglia...
Contesto
In Svizzera tra tutti gli sport che ambiscono al titolo di «sport nazionale», lo sci alpino occupa un posto particolare, soprattutto per il fatto di essere associato alle montagne, le quali risvegliano l’immaginario popolare e sono legate ad un’immagine mitica del nostro paese e della sua identità nazionale stessa. Non stupisce da questo punto di vista che, proprio nell’ambiente dello sci alpino di competizione, siano nati alcuni tra i più grandi eroi della Svizzera contemporanea, la cui fama ha largamente sorpassato il tempo che li ha visti protagonisti ed i fans che furono testimoni oculari delle loro gesta.
L’epopea dello sci svizzero si può tranquillamente racchiudere in due date significative di un’intensità prodigiosa. Innanzitutto il febbraio 1972, mese dei giochi olimpici invernali di Sapporo, in Giappone. Nel paese del Sol Levante, la diciassettenne sangallese Marie Theres Nadig, sbucata dal nulla, conquista l’oro sia in discesa, davanti alla favoritissima austriaca Proell, sia nello slalom gigante, mentre l’Urano Bernhard Russi si laurea campione olimpico nella discesa maschile, davanti al vallesano Roland Collombin. Nel medagliere finale, la Svizzera occupa il terzo posto, preceduta solo dall’inarrivabile Unione Sovietica e dalla Repubblica Democratica Tedesca (la DDR, negli anni in cui veniva praticato il doping di stato). Da notare che la delegazione rossocrociata in Estremo Oriente era guidata da un certo Adolf Ogi, all’epoca direttore tecnico della squadra svizzera, che seppe costruire il proprio successo politico sulle vittorie di Sapporo.
Il secondo grande momento dello sci svizzero è il febbraio 1987 ai Campionati Mondiali di Crans-Montana. Gli Svizzeri conquistano otto titoli (sui dieci totali) di campione del mondo e un totale di quattordici medaglie. I nuovi eroi nazionali portano i nomi di Maria Walliser, Vreni Schneider, Erika Hess, Peter Mueller e della leggenda Pirmin Zurbriggen. Il dominio elvetico nello sci mondiale, inaugurato a Sapporo quindici anni prima, raggiunge il suo apogeo nel 1987. Nello stesso anno, sull’onda dei successi sportivi, Adolf Ogi faceva la sua trionfale entrata in Consiglio Federale




